Un melting pot di nome Torpignattara

«Quando ch’ebbero lasciato alle spalle, passa passo, Porta Furba e si furono bene internati in mezzo a una Shanghai di
orticelli, strade, reti metalliche, villaggetti di tuguri, spiazzi, cantieri, gruppi di palazzoni, marane, e quasi erano arrivati
alla Borgata degli Angeli, che si trova tra Tor Pignattara e il Quadraro (…)»
(Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita)

Diviso a metà dalla Via Casilina si snoda uno dei quartieri più colorati di Roma, Torpignattara.
Presente come insediamento rurale già alla fine dell’Ottocento, entra ufficialmente a far parte della città di Roma
nel 1927, quando l’amministrazione capitolina amplia i confini della città e vi include anche il territorio del quartiere
di Torpignattara.
L’origine antica del quartiere viene confermata anche dal nome stesso. In questo territorio sono stati, difatti,
ritrovati i resti del Mausoleo di Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino, noto già ai tempi dei romani con il
nome di “torre delle pignatte”, dovuto alla presenza di alcune grandi anfore usate nella costruzione della copertura
della volta della tomba.
Nell’era più moderna il quartiere di Torpignattara ha conosciuto un grande sviluppo dovuto soprattutto alle grandi
opere di edilizia popolare che hanno determinato un massiccio incremento della popolazione residente nel
territorio. Negli ultimi anni il quartiere ha conosciuto un nuovo incremento demografico dovuto ad una altissima
percentuale di migranti, soprattutto di origine bengalese, che hanno trovato in questo territorio la loro casa e che
hanno trasformato Torpignattara nel quartiere con il più alto tasso di popolazione migrante. Il quartiere è così
diventato territorio di prova dell’integrazione tra migranti e popolazione autoctona che ha dato vita a mirabili
esempi come la scuola Carlo Pisacane.
Al grande incremento demografico, però, non ha corrisposto un incremento in termini di servizi offerti sul
territorio. Negli ultimi anni è stato registrato un taglio ai servizi sociali erogati che ha aumentato il disagio sociale
presente, con una diminuzione anche dei possibili punti di ritrovo ed aggregativi per la nuova comunità locale.
Si è dunque prospettata ai residenti e a tutta la cittadinanza una grande sfida e una grande opportunità: il quartiere
oggi si presenta come una zona ricca di attività economiche di commercio all’ingrosso e al dettaglio ma con pochi
punti di ritrovo e di aggregazione per la comunità. Il principale luogo di riferimento per iniziative sociali rivolte
all’intera comunità è, appunto, la scuola “C. Pisacane” interlocutore del progetto, ed il “Comitato di Quartiere di
Torpignattara” che da anni lavorano nel territorio.
Proprio per questo La Chimera ha deciso di stabilire la propria sede operativa in questo quartiere, per incrementare,
attraverso i servizi offerti, nelle attività progettuali “Il Rifugio”, affiancato ad un capillare lavoro di collaborazione
e cooperazione con le realtà già presenti nel territorio, le condizioni di benessere, sociale e psicologico, delle
famiglie residenti.

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