La Chimera: un unico tre

La Chimera (in greco antico: Χίμαιρα, Chímaira) è un mostro leggendario nella mitologia greca, in quella romana e in quella etrusca formato con parti del corpo di animali diversi.
Diversi autori hanno descritto la conformazione fisica della Chimera come composta da animali differenti e le descrizioni del mostro variano a seconda degli autori dell’epoca. La convergenza dei diversi autori si ritrova nel fatto che la figura mitologica sia composta da un unico corpo con tre parti di tre animali differenti.
Da questa leggenda mitologica che racconta come da un unico corpo prendano forma tre animali, tre identità differenti, nasce la nostra associazione: La Chimera.
La passione e l’impegno per tematiche sociali che da sempre ci accomuna è rappresentato dal corpo unico del mostro leggendario, e le diverse competenze e i diversi ambiti sono espressi dai tre animali che prendono forma.
Tre amici che da sempre sono impegnati nel sociale, decidono di fondare l’Associazione per servire la cittadinanza ed essere parte attiva del cambiamento cui da sempre aspirano: un cambiamento che coinvolga più aspetti, diversi, ma complementari tra loro, che inevitabilmente si intersecano e che non possono prescindere l’uno dagli altri.
Tre aspetti fondamentali per il cambiamento, per l’evoluzione e la crescita della persona:
1) il primo riguarda la sfera della comunicazione. La comunicazione è un aspetto essenziale della vita. Tutti gli esseri umani attraverso una serie di segnali che si sono sviluppati ed evoluti nel corso dei secoli, comunicano costantemente tra loro e con l’ambiente circostante. Fin dalla nascita ci troviamo immersi come soggetti attivi e dotati di capacità comunicative all’interno di una situazione relazionale che coinvolge le persone che sono con noi. Oltre a rappresentare lo scambio di informazioni che intercorrono tra persone che comunicano, la comunicazione è anche espressione delle relazioni che intercorrono e che si sviluppano tra gli individui e tra questi ultimi e il loro ambiente naturale.
Affinchè la comunicazione sia funzionale ed efficace, è necessario che il codice attraverso cui si comunica e ci si relaziona con l’altro, sia condiviso dalle parti. Prendendo in considerazione la società multietnica e multiforme in cui siamo immersi e in cui molti di noi sono cresciuti e stanno crescendo, ci siamo spesso interrogati su come persone che provengono da altri Paesi, riescano a comunicare con l’altro, con cui non condividono lo stesso codice comunicativo. La risposta è sempre stata “non è possibile attivare uno scambio equo e proficuo tra parti che non comunicano allo stesso modo, che non hanno gli stessi mezzi e gli stessi strumenti”.
Da queste riflessioni nasce l’idea dell’insegnamento della lingua italiana per persone non italofone. Il fine è quello di rendere le persone autonome in un aspetto così basilare e fondante per l’essere umano: essere in grado di comunicare e di esprimersi con e verso l’altro.
2) il secondo aspetto riguarda i diritti civili. I diritti civili sono l’insieme delle libertà e delle prerogative garantite alle persone fisiche; la loro violazione può comportare grandi problemi morali alla comunità e alle persone stesse. Non riguardano solo il singolo individuo, ma possono configurarsi come tutele basilari della persona; conseguentemente, rappresentano le tutele fondanti della comunità cui si appartiene. In un’accezione più ampia della definizione giuridica e normativa dei diritti civili, ci siamo chiesti come poter aiutare le persone che, per diverse cause e concause, possano subire la negazione dei propri diritti civili. Gli individui svantaggiati dal contesto in cui vivono e dalle vicissitudini cui sono stati esposti, spesso si ritrovano spaesati ed inermi rispetto a quello che possono fare, possono ottenere e di cui possono, soprattutto, avvalersi. Anche per questo, l’idea di offrire un servizio di consulenza legale specializzato in diritto di famiglia e diritto dell’immigrazione si configura come strumento prezioso e funzionale per rendere le persone integrate nella comunità.
3) il terzo aspetto riguarda il benessere psicologico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il benessere psicologico come una condizione in cui “l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni”.
Rimanda dunque all’idea di un equilibrio tra la persona, i suoi bisogni, le risorse che può mettere in campo per raggiungere le sue finalità e far fronte alle difficoltà, la capacità di relazionarsi con se stesso e con gli altri, la possibilità di adattarsi alle sfide che la vita propone.
Il sostegno psicologico si configura come aspetto fondante per la realizzazione dell’individuo, e aspirare al proprio benessere significa elaborare prima e metabolizzare poi i vissuti che hanno caratterizzato il nostro passato, e la nostra vita. Sostenere le persone nella propria evoluzione, accompagnarle ed aiutarle nella propria evoluzione è la risposta che abbiamo dato alle diverse domande che ci siamo posti su come poter concretamente fare qualcosa per l’altro e con l’altro.
Con la scuola di italiano si vuole incentivare la maggiore autonomia degli stranieri, favorendone così la loro inclusione. Con lo sportello legale si vuole aiutare i cittadini stranieri a conoscere e capire i propri diritti e a realizzare le procedure burocratico-legali per l’ottenimento della cittadinanza e/o di altri documenti utili per la condizione di “straniero” nel territorio, al fine di renderli più partecipativi alla vita comunitaria; si vuole inoltre sostenere ed aiutare le donne vittime di violenza ad uscire dalla spirale violenta. Attraverso colloqui di sostegno psicologico si intende influire sullo sviluppo e sulla qualità della vita dei cittadini, cercando di migliorarne la salute ed il benessere psico-sociale.
La sfida prevalente de La Chimera è quella di rendere maggiormente autonomi, nel suo senso più ampio, gli individui e la comunità di riferimento: inclusione e partecipazione, e parità di tutti i generi.
L’idea è stata quella di creare un luogo di accoglienza ed accessibilità indiscriminata che possa rispondere su più livelli alle esigenze di coloro che ne hanno bisogno. In particolare, l’erogazione dei diversi servizi all’interno di un unico luogo, facilita da un punto di vista prettamente logistico e concreto gli individui nell’accessibilità e nella fruibilità dei servizi stessi. Attraverso l’interdisciplinarietà delle tre professionalità coinvolte, vorremmo soddisfare la passione e l’impegno per il sociale che abbiamo da sempre, e che da sempre ci accomuna: autonomia, welfare, benessere e salute.
Vogliamo concretamente partecipare al tentativo di miglioramento e del cambiamento del territorio sociale e della comunità attraverso un’ampia partecipazione ed inclusione dei destinatari, che siano cittadini italiani o migranti, con una particolare attenzione a coloro che si trovano in una condizione di fragilità e vulnerabilità. Un centro polifunzionale che trasversalmente risponda alle diverse esigenze sociali.
Un unico corpo con tre parti diverse tra loro, ma complementari. Un unico tre.

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